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Negato accesso a operatore per seguire bimba autistica in una scuola materna di Salerno

Previsto nel piano terapeutico dell'Asl, bocciato dal collegio dei docenti la visita dell'operatore ogni 15 giorni per meno di un'ora

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E’ la storia di un percorso quella di una piccola salernitana, una bimba a cui è stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico, percorso di vita ma soprattutto terapeutico raccontato dal papà che rivela delle difficoltà nate sotto questo aspetto con la scuola frequentata dalla bambina. Si tratta di una scuola materna del centro di Salerno che nega la possibilità alla bimba di essere seguita da un operatore, ogni 15 giorni per circa 50 minuti. Tutto questo è previsto nel piano terapeutico dell’Asl, con relazione di neuropsichiatra, ovvero l’accesso a scuola di un operatore di un centro legato all’azienda sanitaria locale per un completamento terapeutico, il fine è quello di seguire la bambina (come detto per poco meno di 60 minuti ogni 15 giorni) per capire come si relaziona nell’ambiente scolastico, l’operatore inoltre si può interfacciare anche con l’insegnante di sostegno già presente a scuola per avere un quadro unico delle reazioni e del comportamento della bimba. Questa prescrizione medica, come racconta il papà della bimba, è stata negata. “Per noi il percorso formativo della bambina è esaustivo e corretto così com’è”. La motivazione fornita dal collegio dei docenti che ha ritenuto opportuno non accettare questo inserimento, vista la presenza dell’insegnante di sostegno ma, come ribadisce il papà della bambina, in tutto il contesto positivo in cui si trova la bimba c’è bisogno, come scritto in prescrizione medica, dell’operatore. Tutto questo perchè secondo il genitore nulla è legato alla formazione scolastica, bensì si tratta di un completamento di un percorso terapeutico.

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