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Lotito, i tifosi, e l’anno (del centenario) che verrà…

Poche presenze all'Arechi, il patron sbotta ed allontana la serie A

Nicola Roberto

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Al termine di una partita che si doveva e poteva vincere, ma che, per come s’era messa, si poteva pure perdere, Claudio Lotito ha voluto allargare la frattura tra la proprietà e quella parte (ormai maggioritaria) della tifoseria che sta disertando l’Arechi. In occasione della seconda giornata granata del campionato, come se una non fosse sufficiente peraltro, il patron ha preso atto del dato dei paganti – 6500 – ed ha subito messo in chiaro le cose: la serie A per il centenario granata resterà un desiderio irrealizzato se l’Arechi non tornerà ad essere gremito. Chi sperava che, in vista dell’approssimarsi del primo secolo di vita della Salernitana, la proprietà avrebbe manifestato programmi ambiziosi si sarà già rovinato la festa. Più che per i festeggiamenti e le celebrazioni, questa ricorrenza rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione di scontro tra la proprietà e la tifoseria. Ognuno avrà le sue ragioni, ma, almeno, che non si rovini il senso di una festa che i salernitani sentono al di là delle categorie e, va da sé, dei presidenti del momento e di quelli che verranno un giorno. Insomma, che il centenario non diventi una sorta di moderna guerra dei cent’anni tra Lotito e la tifoseria. Se la gran parte dei tifosi diserta lo stadio, un motivo ci sarà. Piuttosto, toccherebbe spiegare alla proprietà non solo e non tanto quali obiettivi intenda perseguire ma, prima ancora, visto il punto a cui siamo, perché continua ad operare a Salerno. Ci si chiede, infine, giunti al settimo anno dell’era Lotito- Mezzaroma, quali siano le motivazioni che animano e sostengono i due imprenditori romani. Non essendoci alla base la passione, perché nessuno dei due nasce con il granata nel sangue, sarebbe bello che rispondessero a questa domanda. Se hanno voglia di continuare a portare avanti un discorso, se hanno l’intenzione ed anche l’interesse (e che non ci si scandalizzi per l’uso di questo termine) di dare un senso compiuto ad una ormai settennale permanenza a Salerno, agiscano di conseguenza. Il centenario non è un obbligo o un assillo, ma una grande opportunità per ricreare passione, senso di appartenenza ed anche per recuperare il rapporto tra proprietà e tifoseria. Sarebbe una sconfitta per tutti se si riducesse ad una sorta di muro contro muro, di guerra ideologica tra i pro e i contro. Chi pensa in grande, dice il saggio, non discute di uomini, ma di idee

Sport1

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