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Inchiesta Charcutier, fermato il clan che riforniva Angri e Pagani

Spacciavano cocaina, 18 le persone indagate

Federica D'Ambro

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Continuano gli arresti tra Angri e Pagani, diciotto in tutto le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta “Charcutier”. Sette le misure cautelari eseguite all’alba di ieri dai carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore con l’ausilio dei colleghi del nucleo cinofili di Sarno, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti a vario titolo coinvolti in un vasto circuito di spaccio di cocaina. È attorno alla figura del 30enne paganese Giacomo De Risi che ruota l’intera attività di indagine, avviata nel gennaio del 2014 e conclusa nell’arco di un anno. Volto noto alle forze dell’ordine, figlio di un salumiere (“charcutier” in francese), De Riso è perno e motore di una vasta e dinamica rete di pusher che operano per lo più nella zona del Pennino a Pagani, tra via Tortora e via Carmine. La sua figura emerge in tutta la sua preponderanza nel luglio del 2014 quando i carabinieri lo arrestano con circa 400 grammi di cocaina. Tra gli arresti pregiudicati, ma anche incensurati, per i quali il pubblico ministero Roberto Lenza aveva chiesto l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere. Il gip Paolo Valiante ha accolto solo in parte le richieste del pm, disponendo l’arresto in carcere per Giuseppe Villani, 51enne di Angri, Carmine Fortino e Giacomo De Risi, 23 e 30 anni, entrambi di Pagani; gli arresti domiciliari per i paganesi Antonio Cesarano, 25 anni, Massimo Fortino, 45 anni e Giovanni Ferraioli, 32 anni.

Altri due soggetti, destinatari di altrettante misure cautelari (arresti domiciliari) sono attualmente irreperibili.

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