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Impianti non a norma, 7 manager ospedalieri indagati

Ruggi d'Aragona, Da procida e Costa d'Amalfi sono le strutture sotto il mirino della Procura

Federica D'Ambro

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Nel mirino della Procura tre ospedali nel salernitano: il Ruggi d’Aragona, il Costa d’Amalfi di Ravello e il Da Procida di Salerno. Secondo le indagini sembrerebbe che alcuni impianti non siano a norma. Secondo quanto riposta questa mattina in edicola il quotidiano Il Mattino.
La Procura chiede il sequestro della centrale termica e delle cappe a flusso lamellare per l’attività di preparazione del medicinale chemioterapico dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, secondo il procuratore si tratta di impianti che non sono a norma in quanto mancherebbero le autorizzazioni amministrative necessarie allo svolgimento del servizio.
Per l’ospedale Costa d’Amalfi e Da Procida, invece, sarebbero stati rilevati impianti fognari non a norma. Quindi sono da chiudere e sette sono i manager indagati.
Si tratta dell’ex direttore generale della Asl Antonio Squillante; del direttore medico Francesco De Caro, di quello sanitario Domenico Della Porta e di quello amministrativo Salvatore Guetta dell’ospedale Costa d’Amalfi di Ravello; del direttore sanitario del Da Procida, Luciana Catena; del direttore sanitario del Ruggi, Angelo Gerbasio e del direttore generale dell’azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, Vincenzo Viggiani.

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