Il viaggio tra i confini di Thomas Strakosha

L'albanese nato ad Atene, la storia del nuovo portiere granata

Marco Rarità

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Questa è la storia di due guanti, due pali, una traversa e due paesi. Nella penisola balcanica le lancette di ogni orologio girano a vuoto, oggi sembra ieri perchè il tempo si ferma e riparte solo quando superi i confini. Sono proprio questi a delineare tutto, così come accade in area di rigore, perchè il calcio nei paesi balcanici lo vivono anche così. Albania e Grecia, così vicine e paradossalmente lontane, tutto troppo banale per ridurlo a un conflitto tra popoli ed etnie. Parte così la storia di un giovane ragazzone nato sulle sponde del fiume Vojussa. Lui si chiama Foto e quel fiume lo percorre al contrario, scendendo verso Sud e seguendo un contratto e un sogno chiamato Atene.

Nella capitale della Repubblica Ellenica veste una delle maglie più importanti, quella che nasce nel punto più basso dell’area metropolitana e nel cuore della periferia Attica, l’Olympiakos. Siamo all’inizio degli anni novanta e Foto è il portiere della nazionale albanese e numero 1 della squadra più titolata della Grecia, in uno dei ruoli più delicati e nella condizione meno ideale per prendersi il rischio di osare, sbagliare. E’ il 1995 e nella città di Platone nasce Thomas, nel sangue l’aquila nera e sulla carta la cittadinanza greca. Due paesi nel suo destino e una partenza come quella del papà, questa volta il Mar Ionio da attraversare per un sogno chiamato Italia. Nella capitale lo porta Igli Tare, nell’estate del 2012 chiama Lotito e gli dice che bastano 75mila per mettersi tra i pali il “futuro”.

Uno scudetto, una coppa Italia primavera e una costante trafila con la maglia “under” della nazionale albanese. Questa è la storia di due guanti, due pali e una traversa, è la storia di un viaggio che supera i confini delle giovanili, in uno dei ruoli più delicati e nella condizione meno ideale per prendersi il rischio di osare, sbagliare: il nuovo portiere della Salernitana, è la storia di Thomas Strakosha.

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