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Il museo dello sbarco di Eboli nei grandi tour internazionali

Lanciare il brand Moa all'estero per valorizzare il territorio e il turismo culturale

admin

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Intercettare i flussi turistici esteri interessati ai luoghi della memoria legati alla Seconda Guerra Mondiale e all’Operation Avalanche. E’ questa la mission del “Moa Project” presentato oggi nella sede del museo dello sbarco a Eboli. Lanciare il brand Moa per valorizzare il territorio e il turismo culturale locale attraverso i circuiti internazionali. A occuparsi delle relazioni con tour operator degli States e del Regno Unito sarà l’esperta di marketing territoriale Jeanine Maupin: “Sono arrivata a Eboli per la prima volta a febbraio, ero qui per conoscere la mia famiglia italiana -spiega la general manager del progetto-. Sono rimasta affascinata, Eboli ha un potenziale storico enorme e molti americani sono interessati alle vicende del popolo statunitense qui in Italia negli anni della guerra”. Alla conferenza stampa di presentazione del progetto ha partecipato anche Anne Leslie Saunders, autrice della guida turistica “A travel guide to World War II sites in Italy: museums, monuments and battlegrounds”. Docente di Storia Italiana al College di Charlestone Anne Sanders dedicherà alcuni capitoli a Eboli e al Moa nella nuova edizione del testo che uscirà il prossimo anno: “Eboli non è soltanto l’Operazione Avalanche ma anche arte, storia, archeologia, tutte cose che bisogna collegare e far conoscere”. Unico comparto in crescita nonostante la crisi, il Moa punta al turismo della memoria e alle emozioni che esso suscita: “Tutte le famiglie hanno qualche ricordo legato ai due grandi conflitti mondiali -sottolinea Giuseppe Fresolone, direttore del Moa-. In questi giorni l’Europa ha fatto partire le celebrazioni della Grande Guerra, un flusso di turismo di qualità che non ha precedenti nella storia. Ci vogliamo collocare in questo settore di mercato ma l’approccio al turismo culturale dev’essere di sistema. I visitatori non sono più semplici turisti. L’esempio di Matera deve farci riflettere, i turisti sono ‘cittadini temporanei’. Chi visita un territorio deve addentrarsi nelle relazioni sociali, culturali, economiche e non può essere solo un fruitore temporaneo”. In linea con questa visione è il neo sindaco Massimo Cariello che ha annunciato: “Annulleremo la delibera della giunta Melchionda sul trasferimento di uffici comunali al piano superiore, il Moa diventerà la casa della cultura. Saremo al vostro fianco creando sinergie con le altre strutture culturali della zona. In passato il museo è stato volutamente isolato. Dobbiamo essere pronti sin d’ora per accogliere al meglio i tanti turisti che nel 2019, in occasione della proclamazione di Matera come città europea della cultura, si recheranno a Eboli”. Luigi Nobile, direttore artistico del museo dello sbarco dichiara: “Questa è per noi una grande opportunità. Il Moa diventerà un vero e proprio brand, è già partito il restyling non sono dell’immagine visiva legata al museo ma anche infrastrutturale. Inoltre, l’Università di Cosenza realizzerà un’applicazione che permetterà la visita virtuale del museo”. Il presidente del museo ebolitano, Marco Botta, precisa: “Con questo progetto ci poniamo l’obiettivo di portare a Eboli flussi turistici dall’estero coinvolgendo i paesi che hanno partecipato al conflitto, incrementando così la conoscenza del nostro territorio nei circuiti internazionali del turismo della memoria”.

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