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Il delfino ammaestra la Salernitana, all’Adriatico decide Brugman (1-0)

Quarta sconfitta nelle ultime sei partite per i granata di Colantuono. Sorride il Pescara dell'ex Zeman con la punizione del suo capitano a nove minuti dal triplice fischio di chiusura

Alfonso Maria Tartarone

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PESCARA-SALERNITANA 1-0 (0-0)

PESCARA (4-3-3). Fiorillo, Balzano, Gravillon , Perrotta, Mazzotta, Valzania, Carraro (32′ st Proietti), Brugman, Yamga, Pettinari (32′ st Bunino), Mancuso. A disp.: Savelloni, Elizalde, Fiamozzi, Campagnaro, Machin, Baez, Capone, Cocco. All.: Zeman.
SALERNITANA (3-5-2). Radunovic, Casasola, Schiavi (1′ st Di Roberto), Monaco, Pucino, Della Rocca (12′ st Kiyine), Minala, Zito (37′ st Bocolan), Popescu, Palombi, Sprocati. A disp.: Adamonis, Russo, Vitale, Tuia, Signorelli, Rossi, Rosina. All. Colantuono.

MARCATORE. 36′ st Brugman.
ARBITRO. Martinelli di Roma 2.
NOTE. Ammoniti: Schiavi, Carraro, Gravillon; calci d’angolo: 3-2; minuti di recupero: 1′ pt e 4′ st.

Il delfino “ammaestra” la Salernitana. All’Adriatico festeggia il Pescara dell’ex Zeman. Decide, al termine di una contesa deludente, il calcio piazzato di Brugman al giro di lancette ottantuno. Granata condannati, nelle ultime sei gare, al quarto ko. LA PARTITA. Non perdono tempo i padroni di casa. Trascorrono poco meno di sessanta secondi e Brugman prova a bucare la rete avversaria su calcio piazzato. Mira e potenza non sono delle più lusinghiere. I granata replicano al quarto giro di lancette. Debole, nel cuore dell’area di rigore, lo stacco aereo di Schiavi. I ragazzi di Zdenek Zeman, nonostante le ultime opache prestazioni, appaiono intraprendenti e determinati. Di contro, invece, i campani attendono la chance giusta per colpire in contropiede. Opportunità da sfruttare in pieno al cospetto delle formazioni, gracili difensivamente, guidate dal boemo. Di vere e proprie conclusioni verso lo specchio della porta, però, nemmeno l’ombra. Sul taccuino, superato i primi quindici minuti, da segnalare un tiro-cross di Palombi a cui risponde, in maniera decisamente approssimata ma non risolutiva per la Salernitana, il portiere Fiorillo. Incredibile (su ripartenza dei delfini) quanto accade dopo centoventi secondi. Valzania, a pochissimi centimetri dal dischetto del rigore, liscia clamorosamente il pallone del possibile vantaggio abruzzese. Al 20′ il pacchetto arretrato granata resta ancora pietrificato. Fortuna vuole che Yamga, libero di agire, non raggiunga il perfetto assist di Pettinari. I granata che non ti aspetti passano attraverso un tocco di spalla (involontario) di Sprocati ed il mancino al volo di Zito. Super il riflesso del pipelet biancoazzurro. Il Pescara preferisce complicarsi la vita e al minuto trenta, con Pettinari prima e Mancuso poi (praticamente a porta vuota), non timbra il cartellino dell’ 1 a 0. Nella prima circostanza, per rimediare all’ennesimo regalo difensivo, decisiva l’uscita a “muro” di Radunovic. Sul finire della prima frazione è il contropiede, da una parte e dall’altra, a farla da padrone. Yagma e Zito, per precisione e mancanza di ossigeno, rimandano l’appuntamento con la marcatura. Ad inizio ripresa, per evitare l’inferiorità numerica, mister Colantuono opta per l’inserimento di Di Roberto: fuori un nervoso e già ammonito Schiavi. Ad arretrare il proprio raggio d’azione è Pucino. Al momento, superato il quindicesimo minuto, trattasi dell’unica situazione degna di nota dal manto erboso abruzzese. Sessanta secondi e Pettinari, sempre lui, centra il bersaglio di testa (ma in posizione di fuorigioco). Pesa in casa granata, senza mezzi termini, l’assenza del classico regista: la pedina capace di unire difesa ed attacco. Da non dimenticare, in tale ottica, il forfait per squalifica di Ricci. E’ una ripresa completamente da archiviare per i ventidue contendenti. Da segnalare, 24′ e 26′, le iniziative (non risolutive) campane con Palombi e Pucino. Dell’undici di Zeman nessuna notizia. Il boemo prova a scuotere i suo con mirate sostituzioni. Bunino e Proietti preferiti a Pettinari e Carraro. Come può risolversi una partita del genere? Chiedete a Brugman, punizione di rara potenza e Radunovic, infilzato sul palo di competenza. Pescara avanti (36′) e galvanizzato, tanto da sfiorare il raddoppio immediatamente in mezza girata con il solito capitano biancoazzurro. L’ultima carta dello spaesato Colantuono (allontanato dall’arbitro Martinelli durante il recupero)? Bocalon, relegato in panca dal suo arrivo alla guida della Salernitana. Ma sono ancora i padroni di casa a rendersi pericolosi. Bunino, a colpo sicuro, trova sulla sua strada Radunovic. C’è poco altro da dire. Granata sempre più in basso.

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