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Il cuore infranto della Salernitana, 2 a 2 a Terni

Nella città di San Valentino granata avanti con Sprocati, riacciuffato da Signori, e Pucino. L'ex Montalto frena la rimonta play-off al 94'

Alfonso Maria Tartarone

380

TERNANA-SALERNITANA 2-2 (0-1)

TERNANA (4-2-3-1). Plizzari, Vitiello (42′ st Finotto), Gasparetto, Valjent, Favalli, Defendi, Paolucci (32′ st Piovaccari), Statella (39′ Signori), Tremolada, Carretta, Montalto. A disp.: Sala, Bordin, Angiulli, Signorini, Ferretti, Rigione, Zanon, Repossi, Albadoro. All.: Pochesci.
SALERNITANA (3-4-3). Radunovic, Casasola, Schiavi, Vitale, Pucino, Minala, Signorelli, Zito (34′ st Odjer), Sprocati, Rossi (24′ st Popescu), Palombi (45′ st Bocalon). A disp.: Adamonis, Russo, Tuia, Kiyine, Alex, Di Roberto, Rodriguez. All.: Colantuono.
MARCATORI. 20′ Sprocati, 23′ st Signori, 41′ st Pucino, 49′ st Montalto.
ARBITRO. Francesco Fourneau di Roma 1. Assistenti: Christian Rossi (sez. La Spezia) – Giovanni Luciano (sez. Lamezia Terme). IV uomo: Cristian Cudini (sez. Fermo).
NOTE. Ammoniti: Vitale, Favalli, Zito, Casasola; minuti di recupero: 2′ pt e 5′ st.

Il “cuore” infranto della Salernitana. A Terni, la città di San Valentino, i granata non approfittano del doppio vantaggio maturato al“Liberati”. Sprocati, riacciuffato da Signori, e Pucino illudono: l’ex Montalto frena la rimonta play-off dei campani al 94esimo giro di lancette.
LA PARTITA. Ad aprire le danze sono i padroni di casa. Schema su calcio piazzato e destro di Valjent che non impensierisce il rientrante Radunovic. Gli umbri, sicuramente in palla e vogliosi di gettarsi alle spalle un ultimo periodo di campionato avaro di soddisfazioni, ci riprovano con Tremolada (da azione di calcio d’angolo) ma la mira non è delle più felici. La Salernitana, come il gatto che gioca con il topo, attende il momento propizio per colpire in contropiede. Ventesimo: le Fere perdono malamente la sfera a centrocampo e Palombi assiste al bacio Sprocati che con un chirurgico diagonale infila Plizzari. Insomma, sulla carta tanta buona volontà da parte dei ragazzi di Pochesci mentre sul manto erboso del “Liberati” a fare la differenza sono la freddezza e la lucidità della compagine guidata da Colantuono. La reazione della Ternana, visibilmente scossa dallo svantaggio, arriva con il contagocce. E’ necessario attendere il trentunesimo minuto per ritrovare i rossoverdi dalle parti dell’estremo difensore campano. L’ex Montalto, era Lombardi, e Carretta, quest’ultimo sfiora l’incrocio dei pali, non lasciano il segno. Schiavi e compagnia comprendono di non poter abbassare la guardia. Sessanta secondi più tardi prova addirittura a chiudere i conti Rossi. Il talento scuola Lazio trova sulla sua strada l’attento pipelet avversario. Non è fortunato nemmeno Minala, destro a giro di un niente sopra la traversa. Duplice fischio di chiusura e ripresa dove il copione non muta. La Ternana parte forte e la Salernitana tiene botta. Il possesso palla dei padroni di casa risulta sterile ed i campani tornano all’assalto del pacchetto arretrato umbro. Al tredicesimo e quindicesimo giro di lancette assoluto protagonista è il solito volenteroso Palombi. Di testa e di piede, però, l’appuntamento con il raddoppio è da rinviare. Chi sbaglia paga. Vedi pure la chance non sfruttata da Pucino su interessante invito di Zito. Il pareggio, così facendo, è cosa fatta al 23′. A sfruttare l’indecisione della retroguardia granata è Signori, servito dal pimpante Paolucci, gettato nella mischia da Pochesci già sul finire della prima parte di contesa. Gli uomini di Colantuono appaiono in debito d’ossigeno. Il trainer ex Atalanta propende per un cambio conservativo: fuori Rossi, non al top, dentro Popescu. Forze fresche per tenere a freno l’assalto delle Fere. Il cui obiettivo, a poco meno di quindici minuti dal novantesimo, è ora il bottino pieno. In tale ottica è da inquadrare, infatti, l’ingresso in campo di Piovaccari: cecchino quasi mai con le polveri bagnate. Il torpore della Salernitana conosce la parola fine al 39′. Punizione a due in area di rigore, causato dall’incomprensione tra Signori e Plizzari, e sorpasso servito su di un piatto d’argento. La rasoiata vincente porta la firma di Pucino. Da uomo assist delle ultimissime settimane a bomber consumato per coronare prestazioni mai banali. C’è da sacrificarsi, dopo lo stacco aereo quasi risolutivo di Gasparetto, per trecento secondi. Ai granata piace complicarsi la vita ed al 94′ è una vecchia conoscenza, Montalto, a timbrare il cartellino per la definitiva divisione della posta in palio.

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