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Hola Zac

Scomparso il giornalista Zaccaria Tartarone: amava la Salernitana e l'Argentina

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Amava lo sport e la letteratura più di ogni altra cosa. Per questo Zaccaria Tartarone, «Zac» per gli amici e «Ruccio» in famiglia, aveva scelto due missioni nella vita: raccontare il calcio alla gente e spiegare la lingua italiana ai suoi alunni. L’Argentina era diventata la sua seconda patria da quando, folgorato dal calcio sudamericano ma soprattutto dal clima che si respira negli stadi e nei quartieri di Buenos Aires, aveva deciso di autoprodurre una serie di trasmissioni sul paese del tango. E poi c’era la Salernitana. Per Zac un amore sbocciato fin da bambino. Gli anni di Delio Rossi e della serie A erano stati per lui l’occasione di uscire dagli schemi e rivelare, fin dai ritiri granata, i «dietro le quinte» di quei protagonisti più che gli aspetti tecnici di una squadra che aveva conquistato il popolo granata. Proprio con Rossi riuscì a costruire una intervista sulla linea di porta, entrambi seduti su un pallone davanti a una telecamera a chiacchierare di tutto. Con Zeman, poi, sembrava di vederli in un «fumoir» parigino: una domanda e una sigaretta, alla risposta una boccata. Zac è andato via dopo 66 anni vissuti sempre con allegria. Anche quando il male del secolo ha iniziato a debilitarlo. Stanotte, prima di cominciare la sua ultima corsa, teneva per mano quel figlio, Alfonso Maria, al quale ha trasmesso le sue grandi passioni. Ma, soprattutto, gli ha insegnato ad essere uomo prima che giornalista.

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