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Dissequestrate le Fonderie Pisano, gli operai: “Ci hanno ridato la vita” – LE FOTO

"Non è una vittoria ma un piccolo passo in avanti, vogliamo lavorare con dignità e vogliamo una delocalizzazione" Queste le parole dei lavoratori che si sono riuniti in assemblea questa mattina ai piedi delle Fonderie

Federica D'Ambro

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Il tribunale del riesame ha stabilito il dissequestro totale dell’impianto di via dei Greci. Le Fonderie Pisano hanno riacceso ufficialmente la macchine questa mattina, rimettendo in moto quella macchina che si era fermata lo scorso giugno, su disposizione della Procura. All’epoca dei fatti i reati contestati ai titolari dello stabilimento di via dei Greci, erano sull’inquinamento ambientale prodotto, scarico di acque reflue inquinanti, gestione illecita di rifiuti speciali anche pericolosi, emissioni nocive in atmosfera, danneggiamento di beni pubblici, gettito di cose idonee a molestare le persone, ma anche violazione della normativa antincendio e della sicurezza dei luoghi di lavoro, abuso d’ufficio, falsità materiale ed ideologica in atti pubblici. Il giudice del Riesame del Tribunale di Salerno, nella giornata di ieri, ha stabilito che tali reati attualmente non sono imputabili e le Fonderie possono essere dissequestrate.
Questa mattina i lavoratori che da mesi combattevano per il diritto al lavoro – da poche settimane erano entrati in cassa integrazione – si sono riuniti per discutere della notizia.
“E’ un giorno felice, ci hanno ridato il lavoro e la vita, ma è solo un passo non la vittoria”. Questo il pensiero della maggior parte degli operai che hanno festeggiato il ritorno con spumante e fuochi d’artificio. Simbolico anche il gesto della moglie di un operaio che si era resa protagonista di diversi atti di cronaca, incatenandosi allo stabile. Questa mattina ha rotto le catene. I lavoratori sono stati chiari, non vogliono rimanere nello stabile di Fratte, soprattutto dopo l’apertura del centro commerciale “Le Cotoniere”. Si spinge verso una delocalizzazione di un impianto completamente nuovo e non inquinante, preferibilmente sul territorio salernitano. “Non vogliamo inquinare, vogliamo lavorare”. Sono almeno sei mesi che queste parole risuonano tra i lavoratori che hanno presidiato più volte anche dinanzi al Tribunale di Salerno.

“Non è una sconfitta, ma neanche un vittoria – ha dichiarato Anselmo Botte, sindacalista Cgil – dobbiamo puntare ad una delocalizzazione che rispetti il progetto di una nuova fabbrica e l’ambiente. Dobbiamo puntare alle aree industriali, essendo un’attività industriale. Il nostro non è un coro per sponsorizzare imprenditori come Pisano, ma per il nostro lavoro, nel nostro territorio, così com’è da 150 anni”.

Questa sera operai e sindacalisti si riuniranno a Battipaglia per avere un confronto con l’amministrazione locale. L’area industriale di Battipaglia è nel mirino per una futura delocalizzazione, ma il messaggio che oramai passa delle Fonderie Pisano è nocivo e sbagliato per i lavoratori. Come ha ribadito anche Botte: “Si tratta di un investimento di circa 43 milioni di euro e di opportunità di lavoro, inoltre, la fabbrica seguirà un progetto del tutto nuovo senza intaccare l’ambiente, perchè non ci dovrebbero volere?!”

Dunque, non è una vittoria, è un passo in avanti per i lavoratori. Le macchine sono state riaccese, ma il lavoro più importante sarà tra le amministrazioni e le istituzioni di competenza per assicurare lavoro e, quindi, una delocalizzazione e la salute dei cittadini.

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