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Difesa a tre per quel centrocampo che non c’è: tutte le pedine di Colantuono

Nelle ultime 5 gare 12 gol subiti, le "coppie" in retroguardia, da ridefinire le gerarchie

Carmine Raiola

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Gennaio vita nuova, pochi cambiamenti ma una mezza rivoluzione c’è stata, la difesa della Salernitana è pronta a vivere di nuove gerarchie.
Il reparto arretrato è senza dubbio il settore che dopo questa sessione invernale di mercato ha subito i maggiori cambiamenti.
Colantuono può contare (togliendo Bernardini che per le note vicende legate al contratto e l’infortunio è fuori dai giochi) su Tuia, Mantovani ( ancora fermo ai box), Schiavi, Monaco, Casasola come  centrali, su Vitale, Pucino e Popescu.
Cinque dunque i centrali di ruolo che possono giocare anche in una difesa a tre, dove tra le gerarchie spicca soprattutto per “anzianità” Raffaele Schiavi al centro del reparto.
C’è poi il difensore scuola Toro, Valerio Mantovani che “chiede” spazio. Ad insidiarlo il neo arrivato Monaco, con Tuia che parte indietro anche per gli acciacchi dal punto di vista fisico.
Come terzo uomo di difesa il mister granata in queste ultime uscite ha sempre arretrato uno tra Pucino e Vitale i cui ruoli naturali sono quelli di terzini, i due danno al trainer di Anzio anche la possibilità di affidarsi ad una difesa a quattro con entrambi larghi sulle fasce, tuttavia attualmente questa soluzione non è possibile vista anche la carenza di uomini a centrocampo. Non è detto però che con un assetto diverso i granata non possano tornare alla difesa a quattro.
Come esterni, inoltre, l’allenatore romano può contare anche su Casasola (come detto può essere impiegato come terzo di difesa) e Popescu, anche lui può spostarsi sulla linea di centrocampo con attitudini più difensive.
Nel corso della sua carriera Colantuono ha ottenuto i migliori risultati con difese a quattro ma si è comunque affidato spesso a difese a tre.
A Bergamo il tecnico di Anzio schierava la Dea con il 4-4-1-1, la difesa era composta da Benalouane e Del Grosso sulla fascia con Yepes e Lucchini centrali, con quella squadra Colantuono raggiunse quota 50 punti in campionato, un record per i bergamaschi.
Ad Udine invece il trainer laziale si affidava al 3-5-2 con la difesa composta da Heurtaux e Piris al fianco di Danilo, a marzo però venne esonerato lasciando i bianconeri al 15esimo posto, a più quattro sulla zona retrocessione.
A Bari Colantuono ripropose la difesa a quattro composta da Moras (o Capradossi) e Tonucci centrali con Sabelli e l’esperto Morleo sulle fasce.
Con i galletti il trainer di Anzio chiuse al 12esimo posto non centrando la qualificazione play-off.

Sport1

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