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“Dallo scudetto ad Auschwitz”, Sergio Mari presenta il libro di Marani

L'appuntamento venerdì 16 marzo, alle 18.30, alla Feltrinelli di Salerno

Federica D'Ambro

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Nell’ambito degli eventi del mese di marzo che la libreria Feltrinelli di Salerno ha disposto nel suo programma, venerdì 16 marzo, alle ore 18,30 sarà presentato il libro di Matteo Marani “Dallo scudetto ad Auschwitz”. La presentazione sarà affidata all’ex calciatore Sergio Mari, oggi attore, che in fatto di pallone, forse, ha ancora da raccontarci delle buone storie.

“C’è un libro di Matteo Marani, l’ex direttore del Guerin sportivo – esordisce Mari – che è nato grazie alle indagini che lo stesso autore ha svolto per sapere quale fosse stata la fine di Arpad Weisz, l’allenatore del Bologna degli anni ’30. Per anni Marani, tifoso rossoblù, si è chiesto dove si fosse rifugiato l’allenatore di quel suo Bologna dopo che furono promulgate le leggi razziali in Italia”.

Il libro di Marani si ispira alla vita, scoperta dall’autore, di Arpad Weisz, un uomo che ha vinto tre scudetti nel nostro Paese e dopo esser riparato in Francia e in Olanda, è morto ad Auschwitz.

L’ex calciatore Sergio Mari da tre anni porta in teatro, insieme all’attrice Alessandra Ranucci, un suo lavoro tratto liberamente dal libro di Marani.

“I ragazzi devono sapere di quegli infausti anni – dice l’attore – e ho deciso di far conoscere le vicende della guerra, dell’olocausto e delle leggi razziali, attraverso una storia di calcio”.

A sentire le reazioni dei giovani che accorrono in teatro per vedere lo spettacolo sembra che l’operazione stia riuscendo, tra l’altro non pochi decidono, come ci fa sapere Sergio Mari, di preparare la tesi di maturità sullo spettacolo e sulle vicende narrate.

“Per la libreria Feltrinelli – aggiunge Sergio – grazie alla sensibilità della direttrice Stefania De Simone che mi ha chiesto di presentare il libro di Marani in maniera singolare, ho preparato un breve monologo dove vesto i panni di due personaggi del tempo: Arpad Weisz e Francisco Fedullo, giocatore di quel grande Bologna. Parlerò della maggior parte di quei calciatori, ma di Fedullo, con mia enorme sorpresa, ne ho scoperto l’origine salernitana”.

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