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Da Oliveto Citra al Senato: la corsa con la lista “Insieme” di Mino Pignata

"Sindaco di un piccolo paese che si sforza di essere, ogni giorno, Comunità che innova"

Federica D'Ambro

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“Faccio politica da una vita ma fino ad ora non avevo mai avanzato la mia candidatura al Parlamento nazionale. Le ragioni per cui ho deciso di farlo adesso sono sotto gli occhi di tutti. L’Italia, il nostro Paese, è a un bivio: di qui chi crede nei diritti, nella democrazia, nel valore profondo di termini come uguaglianza e comunità; di là, invece, ci sono le tante facce del populismo – dalle più trucide alle più falsamente rassicuranti – l’apologia dei regimi dittatoriali, l’impreparazione elevata a merito, la sottomissione di intere forze politiche agli interessi di aziende private che le dominano e dirigono senza controllo.
Che ne sarebbe del nostro Paese se vincessero loro? Che ne sarebbe del nostro Mezzogiorno che, tra le mille sofferenze di un decennio di recessione, pure comincia a mostrare segnali, timidi ma orgogliosi, di ripresa? Cosa ne sarebbe delle nostre piccole comunità, sempre più tagliate fuori dai circuiti globali, che non hanno bisogno di formule e ideologie, ma di qualcuno che le comprenda, le ascolti, le serva?
Perciò, io sono qui.
Ci sono da socialista, quale non ho mai cessato di essere; da uomo del Sud, che ha l’orgoglio di provarci sempre, anche quando l’avversità delle condizioni suggerirebbe disimpegno; da sindaco di un piccolo paese che si sforza di essere, ogni giorno, Comunità che innova”
.

Con queste parole Mino Pignata ha annunciato la sua corsa al Senato della Repubblica per le elezioni del 4 marzo. Il primo cittadino di Oliveto Citra, è la prima punta della lista “Insieme” che raccoglie le esperienze del partito socialista, verdi e area civica. Pignata è candidato capolista nel collegio proporzionale che abbraccia Salerno, Portici e Torre del Greco. L’importanza del territorio, della sua esperienza di primo cittadino, la Sanità, e la lotta alle disuguaglianze. Questi i temi cardine della sua corsa al Senato.

Quanto inciderà l’esperienza da Sindaco in questa corsa al Senato?

“I sindaci sono portati al fare quotidiano, ci confrontiamo direttamente con i cittadini e con il territorio e la mia esperienza sicuramente ha già contribuito nei tanti incontri fatti in questi giorni, faccia a faccia duri e concreti con i cittadini. In questo tempo di campagna elettorale sono stati tanti gli incontri autentici con i territori. Conta tantissimo confrontarci”.

Quali sono i punti cardine del programma elettorale?

“Gli episodi sono sintomatici per le politiche del Mezzogiorno. Si è parlato di uno sviluppo in questi anni, ma è stata solo una finta industrializzazione. Da sindaco ho affrontato un problema grande, causato dal terremoto e con grande fierezza posso dire che siamo riusciti a dare fiducia ai cittadini. Lavorare sulle industrie è fondamentale, il lavoro è la nostra bussola per questo bisogna creare contesti adatti per le aziende e le piccole realtà territoriali, puntare alla sburocratizzazione per investire nel Mezzogiorno”.

Cosa pensa della situazione Formazione, nei piccoli borghi sempre più “fantasma”?

“Noi, come “Insieme” vogliamo puntare alla Formazione duale del sistema tedesco. Portare in Italia questo sistema è importante, non parlo di alternanza scuola lavoro, ma proprio del sistema duale, di formare i giovani degli istituti tecnici all’interno delle aziende, in modo da avere un riscontro positivo sulla crescita di entrambi, giovani e aziende. Ci sono i presupposti per stringere quest’intesa e sperimentare il progetto Duale. L’azienda non eroga solo lavoro ma diventa essa stessa formatrice”.

Quindi, su cui bisogna lavorare nell’immediato?

“Assolutamente, il contrasto alla povertà, alle disuguaglianze sociali e curare, al meglio la Sanità. Mi riferisco specialmente al piccoli borghi o comuni che non hanno un ospedale o possiedono piccole cliniche. L’offerta sanitarie deve essere un diritto uguale per tutti. Per questo è mio volere creare una fondazione per la salute, per i paesi in spopolamento. È necessario investire concretamente in conoscenza e istruzione, riqualificare la scuola, in particolare quella tecnico-scientifica e l’università, valorizzare la nobile funzione di insegnanti e docenti”.

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