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Avvocati salernitani contro l’operazione Poseidone – FOTO

Professionisti davanti al Tribunale di Salerno contro l'azione avviata dall'Inps insieme all'Agenzia delle Entrate

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Si è tenuto questa mattina il flash mob silenzioso dei giovani avvocati per protestare contro l’operazione Poseidone, l’azione avviata dall’Inps insieme all’Agenzia delle Entrate per il recupero dei contributi legati alla gestione separata.

Una mobilitazione caratterizzata da mezz’ora di silenzio (dalle 10 alle 10:30) con presidi davanti alle sedi giudiziarie per attirare l’attenzione su una questione che penalizza e non poco sia la categoria forense che quella di altri professionisti.

In base all’operazione Poseidone, avvocati e liberi professionisti (architetti, ingegneri, commercialisti, medici, ecc.) vennero iscritti d’ufficio alla previdenza Inps, nonostante sia prevista già un’apposita cassa. E dal 2011, tra controversie, giudizi e polemiche, l’Inps, “nascondendosi dietro la promessa di una pensione – scrivono in una nota gli organizzatori della protesta – soffoca i piccoli e giovani professionisti, chiedendo loro di pagare contributi non dovuti”.

L’operazione venne bloccata dal Governo nel 2012, ma tra giugno e luglio 2015, “quando il buco di bilancio dell’Inps arriva ad oltre 40 miliardi di euro, l’Istituto riprende l’operazione, questa volta denominandola «Poseidone 2»”. Un’azione che soffoca avvocati e professionisti con richieste “pari a 2.500/3.000 euro ad avviso – ma che arrivano anche – fino a 30mila euro a persona, garantendo una sostanziosa iniezione di liquidità per l’ente”.

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