Alta tensione Salernitana: i tifosi chiedono di più, ma…

Giocatori contestati, ma le responsabilità non sono soltanto della squadra

Nicola Roberto

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Non è stata una sollevazione popolare, come in altri tempi pure è accaduto, ma è stato comunque un segnale importante. Al Volpe, ieri pomeriggio, si sono ritrovati una trentina di tifosi che hanno voluto far sentire la loro voce. L’episodio di ieri è sintomatico di un malcontento della tifoseria che una parte della stessa ha voluto testimoniare alla squadra.
Del resto, che qualcosa si sia incrinato nel rapporto tra supporters granata e calciatori lo dimostra quanto si è verificato a Chiavari alla fine della partita: la squadra avrebbe voluto salutare i tifosi, ma è stata invitata a non avvicinarsi al settore in cui questi erano assiepati.
Detto che la prova di sabato non è stata certo da stigmatizzare sul piano dell’impegno, va anche detto che i tifosi hanno le loro ragioni. Tre sconfitte consecutive sono più di un semplice campanello d’allarme. Restando al campo, le istantanee delle ultime partite destano preoccupazione perchè gli isterismi dei singoli, i battibecchi tra compagni, ed altri piccoli episodi non lasciano tranquilli perchè sono lo specchio di una squadra in crisi, che fatica a ritrovarsi e non riesce a fare blocco unico. I dubbi circa il processo di integrazione tra i nuovi ed il gruppo storico sono legittimi ed i tifosi fanno bene a far sentire la loro presenza. La Salernitana è prima di tutto di chi la ama, seguendola in trasferta come in casa, mettendoci passione e rimettendoci in termini economici ed i calciatori devono capire che in una piazza come Salerno ci sono onori ed oneri. Sarebbe, però, sbagliato prendersela solo con loro, considerandoli gli unici responsabili della crisi. In primis per il fatto che l’impegno non è mai mancato. Inoltre, c’è da dire che questa squadra è la stessa che ha battuto l’Avellino ed ha saputo ottenere risultati importanti in tre gare – Pescara, Brescia e Ternana- in cui si era ritrovata con un uomo in meno. La verità, come sempre, sta nel mezzo. L’assenza di risultati dell’ultimo periodo ha radici più profonde: la società ha commesso degli errori di valutazione sul mercato di cui deve assumersi la paternità ed implicitamente lo ha già fatto confermando Torrente. Fosse stata davvero convinta di aver lavorato alla perfezione sul mercato, infatti, la dirigenza granata non avrebbe esitato oltre nel cambiare guida tecnica. Proprio Torrente, ieri, ha ricevuto il sostegno dei tifosi presenti al Volpe. Il tecnico sta lavorando con impegno ed entusiasmo, ma si sta confrontando con difficoltà oggettive non preventivate. Non è il primo responsabile della situazione ma, a sua volta, non può essere considerato del tutto esente da colpe perchè nelle ultime gare ha dato l’impressione di aver compiuto scelte di cui non era fino in fondo convinto.
Ripetiamo un concetto: l’allenatore deve essere aiutato dalla società, ma deve poter sbagliare con la sua testa. Il suo lavoro sta proprio in questo: è pagato per allenare e per fare delle scelte di cui dovrà rendere conto alla stessa stregua dei risultati conseguiti. Oggi, però, non è tempo di processi perchè è sotto gli occhi di tutti che ci sono stati degli errori. Ora la Salernitana deve reagire, rialzare la testa. Col Cesena, sabato, sarà una prova difficile, ma la B insegna che nulla va dato per scontato a priori in un senso come nell’altro. I calciatori sanno che devono riconquistare i tifosi, ma questi ultimi sanno bene che la Salernitana proprio ora ha più bisogno di loro.

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