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All-in su Colantuono

Stefano Colantuono ha firmato con la Salernitana fino al 2019. Il tecnico cresciuto ad Anzio cerca il riscatto professionale a Salerno: difesa a quattro, "prima non prenderle" e squadra aggressiva i capisaldi di un gioco veloce

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Accettate le richieste dell’allenatore soprattutto riguardanti il futuro e la composizione dell’organico, partendo già dal mercato di gennaio, la realizzazione di una programmazione. Solo così si può leggere la scelta della società di portare sulla panchina granata Stefano Colantuono. Il nuovo mister porta con sè un messaggio importante, in primis ai calciatori, la dirigenza probabilmente non chiede a questa squadra di “galleggiare” al centro classifica, alzare l’asticella provando ad agguantare la zona playoff già da quest’anno. E’ questa la “lettura” delle ultime ore fatte di telefonate e contatti, numeri, postille, sguardo al futuro con quella parola che fa tremare le gambe: progetto. Lotito e Mezzaroma hanno deciso, limati i dettagli con Stefano Colantuono, a lui il timone della Salernitana.

E’ la quarta esperienza al Sud per il tecnico nato nel quartiere tuscolano e cresciuto ad Anzio, dopo Catania, Palermo e Bari, in terra pugliese uno score non ai livelli abituali con 9 vittorie, 10 pareggi e 10 sconfitte in 29 gare. Colantuono cerca, quindi, a Salerno una stagione del riscatto anche professionale dopo aver allenato con ottimi risultati l’Atalanta in massima serie. Maestri del “difensivismo” per Stefano Colantuono, da Enzo Riccomini a Luis Vinicio, passando per Eugenio Bersellini e Vincenzo Guerini, oltre a Nedo Sonetti. Caposaldo, anche se il calcio è cambiato, la difesa a quattro. Spesso e volentieri il 4-4-1-14-3-3 ma anche 4-3-1-2 quando c’era necessità di valorizzare il lavoro del singolo trequartista, Colantuono ha cambiato modulo anche in base ai calciatori a sua disposizione. Squadra aggressiva, movimenti senza palla e massima cura delle palle inattive in retroguardia, le caratteristiche che porta con sè il mister romano. Proprio con il 4-4-1-1 Colantuono si è imposto a Bergamo, utilizzando le caratteristiche di Maxi Moralez e la qualità sull’esterno di Bonaventura, la forza e dinamicità di Denis, unica punta capace di fare reparto da solo. Diversa la situazione a Salerno dove il tecnico dovrà, per forza di cose, coniugare sul campo le qualità di Alessandro Rossi con Bocalon, valorizzando ovviamente Mattia Sprocati fiore all’occhiello di questa squadra e ristabilire nuove gerarchie a centrocampo con Minala, Ricci e Signorelli.

 

Sport1

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