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Aquila reale, Salernitana sconfitta anche dallo Spezia (3-0)

Quinta sconfitta nelle nove partite della gestione Colantuono: granata ad un passo dalla zona play-out. Decidono Pessina, Marilungo e Granoche. L'arbitraggio discutibile non giustifica la prova negativa dei campani

Alfonso Maria Tartarone

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SPEZIA-SALERNITANA 3-0 (1-0)

SPEZIA (4-3-1-2). Di Gennaro; De Col, Terzi, Giani, Lopez (13’ st Augello); Mora (25’ st Maggiore), Pessina, Bolzoni; Mastinu; Forte (30’ st Granoche), Marilungo. A disp.: Manfredini, Capelli, Ceccaroni, Masi, De Francesco, Juande, Bassi, Mulattieri. All.: Gallo.
SALERNITANA (3-5-2). Radunovic; Casasola, Tuia, Monaco; Pucino (12’ st Rosina), Ricci, Minala (17’ st Akpa Akpro), Kiyine, Vitale; Palombi, Bocalon (24’ st Sprocati). A disp.: Adamonis, Russo, Mantovani, Popescu, Schiavi, Della Rocca, Signorelli, Zito, Di Roberto. All.: Colantuono.
MARCATORE. 21’ Pessina, 13’ st Marilungo, 39’ st Granoche. .
ARBITRO. Pillitteri di Palermo.
NOTE. Ammoniti: Minala, Kiyine; calci d’angolo: 3-2; minuti di recupero: 0’ pt e 4’ st.

Aquila reale e Salernitana che soccombe. Lo Spezia, senza sudare le classiche sette camice, piega i granata con un tris di reti firmato Pessina, Marilungo e Granoche. Si tratta della quinta sconfitta nelle nove gare della gestione Colantuono. Lo spettro dei play-out è ad un passo. Il tocco di mano di Giani (sul punteggio di 1 a 0) ed il raddoppio ligure (possibile posizione di fuorigioco) non giustificano l’ennesima prova negativa dei campani. LA PARTITA. Nei primi giri di lancette c’è una sola certezza, nessuna conclusione verso lo specchio della porta. E’ necessario attendere il nono minuto per dare un senso alla contesa in campo ligure. Vitale, con il suo chirurgico mancino, prova a servire Bocalon nel cuore dell’area di rigore: l’ex centravanti dell’Alessandria, come spesso capitatogli ultimamente, non sfrutta a dovere la buona opportunità ritardando l’impatto con la sfera. Rispondono sessanta secondi più tardi gli aquilotti. Protagonista, però, è sempre il terzino campano decisivo nell’anticipare sia Radunovic che Marilungo. Al quattordicesimo tocca ancora ai ragazzi di mister Colantuono. Dalla distanza, senza l’adeguata precisione e potenza, è Kiyine a scaldare (per la prima volta nel match) i guantoni di Di Gennaro. Dall’altra parte, quando c’è di mezzo l’indeciso pacchetto arretrato campano, la frittata è dietro l’angolo. Marilungo smista per l’intelligente e solitario inserimento di Mastinu, tocco facile per l’accorrente Pessina che a porta sguarnita buca la rete avversaria (la palla colpisce la traversa e supera, nonostante il tentativo di Vitale, la linea bianca di porta). Spezia in vantaggio al ventunesimo. Salernitana frastornata, ma ancora una volta non accompagnata dalla dea fortuna (28’). Vedi il probabile tocco di mano di Giani in area su girata di Bocalon. Pillitteri di Palermo ritiene di non dover concedere il calcio di rigore. I dubbi restano. La reazione campana, escluso un tiro-cross tagliente del vivacissimo Vitale, si esaurisce in attesa del duplice fischio di chiusura. Si torna sul manto erboso e a distanza di cinque giri di lancette non sono i granata a rendersi pericolosi. Tocca a Forte, diagonale velenoso, a sfiorare il raddoppio per i liguri. Pucino e compagnia costruiscono poco e male. Bisogna affidarsi ad un tiro dalla bandiera di Vitale per testare i riflessi di Di Gennaro ed uno stacco aereo di Palombi fuori misura. Colantuono non demorde e getta nella mischia il talento di Rosina (uno dei più attivi contro la Pro Vercelli). Il numero dieci non fa in tempo ad ambientarsi che il raddoppio (58’) dello Spezia è servito. Mastinu crea, la burrosa difesa avversaria concede e Marilungo (posizione di fuorigioco?) fredda Radunovic. Contesa terminata? Potrebbe riaprirla Bocalon. Il suo colpo di testa, da favorevolissima posizione, è imbarazzante. Dentro anche Sprocati. La rimonta, a dirla tutta, appare davvero una chimera. Sono gli uomini di Gallo, inoltre, a mancare il tris: Tuia salva sulla linea la “testata” di Maggiore. Servito al minuto 84’. E’ Granoche (sempre un conto aperto con la Salernitana) ad approfittare della nuova amnesia arretrata campana. Piatto comodo e tre a zero finale.

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